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Seduta su uno spuntone di roccia isolato, sole negli occhi e vento in faccia, guardava i ragazzini tuffarsi dalla scogliera.
Non poté impedire alla mente di richiamare i vecchi, salati ricordi di quando a tuffarsi era lei, ragazzina.
Ricordò il suono del cuore nelle tempie a guardare giù e la schiuma frizzante delle onde rotte rotolare su e giù dalla parete scoscesa, e nel naso già il profumo del mare.
Ricordò quando, dopo il volo, guardava in alto verso il punto da cui aveva osato lanciarsi con un misto di orgoglio e soggezione.
Finiva sempre per voler risalire la scogliera e, una volta avvicinata al fianco della montagna tanto da poterla toccare, arrivava sempre quel momento in cui sentiva la roccia sotto le dita e sentiva le onde che la circondavano avvolgendola.
Si rendeva conto di essere molto più leggera nell'acqua ma che con uno sforzo avrebbe potuto trascinarsi fuori e riacquistare il tuo peso, tornando nella sua dimensione, pronta per un nuovo tuffo. Altrimenti, sapeva che se fosse rimasta a galleggiare nell'acqua lasciandosi cullare, sarebbe potuta restare attaccata alla roccia solo finché non fosse arrivata un'onda più grande a sollevarla e trascinarla a largo.
Sapeva bene già allora che chi torna sulla roccia si ti può tuffare di nuovo, anche da più in alto, mentre chi finisce in mare deve nuotare.
Lei era attaccata alla scogliera, lo stesso peso della schiuma.
Aspettava, galleggiando, di capire se in quel mare sarebbe affogata subito o fosse abbastanza forte x affrontarlo..
Lui si voltò verso di lei e disse: "Io sono il mare".

A summer tale: "Il peso della sc...

by Grassapianta

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